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Sergent Stubby: storia di un cane eroe

Stubby è passato alla storia come uno straordinario esempio di quelle capacità di adattamento e apprendimento dall’ambiente, di cui i cani sono capaci.

Durante la Grande Guerra tedeschi, francesi, inglesi, belgi avevano arruolato migliaia di cani sui campi di battaglia. L’America, invece, fatta eccezione per alcuni cani da slitta impiegati in Alaska, fu l’unica nazione a partecipare al conflitto senza impiegare unità cinofile.

In quel periodo si combatteva prevalentemente in trincea, in condizioni drammatiche, e si faceva largo uso di gas letali.

Le origini di Stubby, simil Bull terrier, sono ignote, ma la sua storia è davvero singolare.

Questo cane di taglia media, dinamico ed intraprendente, era apparso un giorno alla base di Camp Yale a New Haven, mentre un gruppo di soldati si stava allenando. Iniziò a trotterellare tra le fila di soldati, ed a fare amicizia con tutti, fino a che non entrò nelle grazie dell’intero battaglione.

Il cane strinse un legame particolare con il caporale Robert Conroy, che decise di chiamarlo Stubby a causa della sua coda corta.

Stubby assieme al caporale Conroy

Quando Conroy fu inviato in Francia assieme al 102° Reggimento, non volendo separarsi dal cane, lo imbarcò di nascoso sulla nave, iniziando così quell’avventura che avrebbe cambiato la sua vita e quella di molti altri uomini e che avrebbe portato l’intraprendente Stubby a diventare una leggenda.

Stubby partecipò a 17 battaglie in 18 mesi, sul fronte occidentale. Arrivato al fronte, grazie alle sue capacità di apprendimento, utilizzando i suoi sensi, ed in particolare udito ed olfatto, si rivelò utile in numerose occasioni e contribuì a salvare molte vite.

Ben presto, infatti, imparò ad avvisare in anticipo i soldati dell’arrivo del nemico, del fischiare dell’artiglieria (abbassandosi quando arrivavano i proiettili, seguendo l’esempio dei soldati), degli attacchi a sorpresa con il gas e a localizzare i feriti sul campo di battaglia. Una notte riuscì addirittura ad immobilizzare una spia tedesca che si era intrufolata nelle linee degli alleati, afferrandola per le natiche.

Nonostante fosse stato ferito da schegge di granata durante una battaglia, Stubby sopravvisse alla Grande Guerra e, assieme al caporale Conroy, tornò in patria, preceduto dalla sua fama.

Arrivato in America Stubby ha iniziato una seconda “carriera” come sergente onorario, membro a vita della legione americana e della croce rossa. Nel 1921 il generale Pershing, comandante supremo delle forze americane durante la guerra, lo decorò con una medaglia d’oro per cani eroi, commissionata dalla Humane Education Society.

Il generale Pershing decora il sergente Stubby con la medaglia d’oro per cani eroi

Stubby morì nel 1926. Verrà ricordato non solo per le sue prodezze sul campo di battaglia, ma anche per la capacità di tenere alto il morale dei soldati grazie alla sua allegria. Il suo necrologio sul New York Times era composto da tre colonne di mezza pagina, molto più di molti notabili del suo tempo.

Nell’aprile 2018 è uscito nelle sale cinematografiche il film di avventura animato al computer incentrato sulla sua storia ed intitolato: Sgt. Stubby: An American Hero

Fonte: portal.ct.gov/MIL/MAPO

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